venerdì 17 luglio 2009

Italia Wave festival 2009 in streaming

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Siccome la insultiamo sempre, mi sembra giusto elogiarla quando fa qualcosa di buono e si lancia in un'iniziativa lodevole.
Sì, la Rai trasmetterà in diretta (streaming) l'Italia Wave festival che si svolgerà a Livorno fino al 19 luglio. O almeno i live degli artisti che calcheranno il palco principale.
Da non perdere assolutamente la serata di sabato. La scaletta infatti prevede:
- OFFLAGADISCOPAX
- KRAFTWERK
- APHEX TWIN
Ciò che la Rai non trasmetterà saranno tutti gli altri concerti, grandi e piccoli, sparsi in diverse location del capoluogo toscano.
Ovviamente sarebbe meglio, tasche permettendo, muovere i culetti e andarci di persona a Livorno, che con tutte le band presenti in programma di sicuro troverete quella che fa al caso vostro.
Macchevvelodicoaffà?

giovedì 16 luglio 2009

Standstill - Ride down the slope

mercoledì 15 luglio 2009

Chi vivrà vedrà

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"Vidi il poliziotto cercare la mira per cinque secondi a braccia tese, poi esplose il colpo verso l’auto in movimento".
Sono le parole di un testimone chiave nel processo Sandri. Dunque omicidio volontario. E non omicidio colposo con l'aggravante della previsione del fatto. Perifrasi del cazzo che indica proprio la consapevolezza, da parte dell'agente, della pericolosità del gesto che stava per compiere.
Mi sembrava giusto appuntarsi anche quest'altra infamia poliziesca, che va ad aggiungersi ad un elenco già troppo lungo.
Intanto questo è il secondo poliziotto condannato per omicidio in meno di un mese.
E adesso tocca a De Gennaro.
Ora più che mai: chi vivrà vedrà!

La squola fa bene

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Aumentano i bocciati alla maturità del 20%.
Aumentano i non ammessi all'esame.
Si registrano per la prima volta i non ammessi alla prova finale a causa del 5 in condotta: 6500 alle superiori e 3000 (!) alle medie.
30000 ragazzi sono sospesi nel limbo fino a settembre per aver riportato anche solo un'insufficienza a fine anno.
Il generale Gelmini gioisce soddisfatta ai risultati: «E' segno di una scuola che fa il bene del ragazzo».
Altrochè, è il sintomo di una scuola che fa il bene di questa società mercantile: più lavoratori ignoranti e meno spiriti critici tra i piedi.
E la proposta di riforma dell'Università annunciata ieri, non promette niente di buono.
Berlinguer-Moratti-Gelmini: una porcata tira l'altra. Da vent'anni.

martedì 14 luglio 2009

Cos'è il PD?

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La storia la sapete tutti. Grillo, in un eccesso di grillismo, ha deciso di candidarsi per il PD.
Esclusa qualsiasi considerazione sul fatto in sè, che derubrico sotto la categoria "provocazione", mi hanno stupito le reazioni dell'intellighenzia del partito.

FASSINO: Il partito non è un taxi, dove si paga la corsa e si scende.
BERSANI: Il Partito democratico non è un autobus dove uno salta su per fare un giretto.
MELANDRI: Il Pd non è un tram su cui si può salire all'occorrenza.

Abbiamo capito che non è un mezzo pubblico.
Ora resta da sapere cosa diamine sia sto PD.
Forse un'utilitaria?
Un'Ape?
O un triciclo?
A voi l'ardua decisione.

UPDATE

Ho scritto il post prima che Grillo pubblicasse il suo ultimo video. Nè ero lì mentre lo girava.
Giusto perchè non pensiate male.

sabato 11 luglio 2009

Le radici cristiane dell'Italia

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Attenzione! Perchè mentre noi siamo distratti, quattro invasati che hanno diritto di parola in Parlamento stanno cercando di cambiare il primo articolo della Costituzione.

Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro [sic].

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


I banditi in questione sono ALESSANDRA MUSSOLINI, ANTONIO PEPE, RENATO FARINA, MANUELA DI CENTA.
Sì, quel Renato Farina. E sì, quella Manuela Di Centa.
Nelle motivazioni allegate alla loro indecente proposta di legge, si possono assaporare rievocazioni storiche di pansiana memoria e un'analisi sociologica della società attuale di chiara derivazione crepetiana:

Onorevoli Colleghi! - I Padri costituenti, dopo l'esperienza della guerra, vollero marcare, con il primo articolo della Costituzione, la volontà di ricostruzione del popolo italiano. Ricostruzione in senso materiale e morale, e per questa ragione fu giustamente introdotto come fondante il lavoro.
In quel momento non c'era bisogno di notare l'ovvio, e che cioè esistesse, più profondo delle divisioni ideologiche, un sostrato comune, un «ethos» nazionale e locale che non può che definirsi «cristiano». Oggi, in un momento di diffuso smarrimento, specie delle giovani generazioni, è importante che quanto era sottinteso nella visione dei Padri costituenti sia esplicitato e posto come visibile punto di coesione del nostro popolo e come punto di paragone necessario per uomini di altre culture e tradizioni che, stabilendosi in Italia, la vogliano arricchire con la loro differenza integrandola, però, con il portato della nostra civiltà.
Siamo consapevoli che in questa definizione di civiltà cristiana concorrono gli apporti della cultura classica, di quella giudaica, di quella celtica e, in fasi successive, di quella illuministica. Ma la cultura-civiltà cristiana è da intendere come il luogo sintetico e simbolico più importante e caratterizzante della nostra storia e del nostro presente. Ed è per questo che qui si propone di modificare l'articolo 1 della Carta costituzionale, introducendo il riconoscimento delle radici cristiane come fondamento della nostra civiltà.

Loro il primo articolo della Costituzione lo vorrebbero così:

Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro [sic], e riconosce le radici cristiane come fondamento della civiltà italiana.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Noi no!

venerdì 10 luglio 2009

Tutto il papi è paese

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Non si capisce se per spirito di emulazione, se per senso di inferiorità, o chissà per cos'altro, ma pare che il paese faccia di tutto per abbassare il livello di credibilità e serietà generale a quello incarnato dall'estroverso padrone di casa.
Così, il polo romagnolo dell'Università di Bologna (che, giusto per la cronaca, è in Emilia), ha deciso di incentivare le nuove generazioni appena uscite dalla "scuola buonista del '68" [cit.], stampando questi manifesti sui quali campeggiano 4 giovani e belle power ranger della cultura.
Tutine attillatissime, chiome fluenti al vento, trucco abbondante, cinturone trendy e guantini d'ordinanza. Come dire: "Iscrivetevi alle Università romagnole: sono piene di figa!".
Geniali davvero questi pubblicitari odierni: l'unico modo che conoscono per invogliare la gente a "comprare" i loro prodotti, è seducendola. Ne avevano già data ampia dimostrazione, ma quando la merce da pubblicizzare è la cultura e il committente è l'Università, la cosa si fa alquanto grave.
Talmente grave che qualche mente, non ancora del tutto obnubilata, si è accorta del bassissimo tasso di gradimento nei confronti dei manifesti e ha deciso la rimozione e l'oscuramento degli stessi.
Sembra troppo chiedere ai signori che tirano i fili dell'Università di controllare ed informarsi meglio sulle iniziative sponsorizzate? E com'è che prima vengono affissi i manifesti e solo dopo la campagna passa al vaglio delle strutture decisionali?

giovedì 9 luglio 2009

Ce vole n aut aut mò

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Una non-notizia. Sono capitato per caso su Indymedia Roma e sono subito stato attratto da una news che recita: VERGOGNOSI DISOBBA.
Si parla di uno scazzo avvenuto fuori dalla Sapienza tra una ragazza ("autonoma") armata di bomboletta e alcuni disobbedienti facenti parte della Rete dell' autoformazione. Lei voleva scrivere sul muro "meno disobbedienza, più violenza". Loro l'hanno malmenata.

Da sganasciarsi questo commento, da leggere in romanesco puro:
cmq mi pare che se stiano ad allargà un pò troppo eh,mò oltre ad essè inavvicinabili e a sentirsi i padroni dell'università,se permettono persino de menà ragazze e sottolineo ragazze non d'accordo colloro.Tocca daje n aut aut alla svelta che stanno a diventà troppo arroganti.
E sono anche d'accordo.

mercoledì 8 luglio 2009

Meritocrazia

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Notizia qui e vignetta qui.
Lo dicevo che non era credibile.

martedì 7 luglio 2009

E allora prendetemi la targa!

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Non si può mai stare tranquilli.
Nascosto nelle pieghe, o piaghe, del recente pacchetto sicurezza, un articolino idiota mette a rischio le sane abitudini dei cittadini più civili: commettere violazioni in bicicletta, solo nel caso in cui si sia patentati, è da oggi equiparato a commetterle alla guida di veicoli a motore. Coloro invece che non posseggono la patente non incorreranno neanche nella sanzione amministrativa (?).
E noi patentati che credevamo di fare cosa intelligente a tornare pedalando a casa dopo una serata un po' alcolica...
Il fatto è che nel 99% dei casi chi usa la bicicletta in città, lo fa per spostamenti brevi. La media oraria tra semafori, attraversamenti, stop e precedenze, è praticamente ridicola. Non è un caso che per andare in bici non sia obbligatorio l'uso del casco. Dunque diciamo che anche con qualche birra in più sul groppone, ce la caviamo più che dignitosamente nei tortuosi percorsi cittadini notturni che ci troviamo costretti a creare per via della mancanza totale di piste ciclabili. Per dire, non mi sognerei mai di percorrere strade statali o provinciali, di notte, senza luci, e magari anche un po' alticcio. Sarebbe un suicidio.
E allora cosa fare? Non posso che consigliare di mantenervi in allenamento e studiare bene la mappa della vostra città: alla prima paletta--->etilometro, un pronto scatto sui pedali potrebbe essere salvifico tanto quanto un'ottima conoscenza di vicoli, contromano e scorciatoie di sorta.
Che tanto la targa non ce la possono prendere!

Allego interessante riflessione criticalmassiana trovata su Zic:

Le rare volte in cui riesco a mettere le mani su una delle bici rosse del Comune (non ho una bici mia, a Bologna) vado verso il centro pedalando lungo una quantità indescrivibile di sensi vietati, marciapiedi e portici - con la massima attenzione e rispetto per i pedoni. Dovrei forse condividere la strada con autobus snodabili, camioncini e la massa infinita di titolari di permesso per la ZTL? Il Codice della Strada, proprio come ogni altra legge, è espressione dei rapporti di forza in atto nella società: le durate dei semafori pedonali rispetto a quelli per le automobili lo testimoniano in modo matematicamente inequivocabile, e la mancata distinzione tra utenza forte e utenza debole della strada ne fa una legge iniqua. E una legge iniqua che ti espone a rischi personali va, quantomeno, elusa.

Ora, come certamente avrete letto, alcuni dei comportamenti sopra elencati - soprattutto nel tardo pomeriggio, dopo lo spritz - potrebbero costarmi dei punti sulla patente, quei punti che la mia guida automobilistica - al contrario di quella ciclistica, irreprensibile - aveva preservato: secondo l'articolo comma 48, sub 2 (o qualcosa del genere: l'architettura di questi decretoni è delirante) del decreto sicurezza approvato pochi giorni fa se il conducente è persona munita (...) di patente di guida, nell'ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida.

In città sviluppatesi contro pedoni e ciclisti la fine dell'elasticità nell'applicazione del C.d.S. nei loro confronti significa privarli della loro sola autodifesa, e derubarci dell'appeal che questi mezzi non inquinanti (gli unici davvero tali) possedevano. Ma la cosa ancora più preoccupante è come (anche) questa norma tracci la via verso una società in cui non già la devianza, ma addirittura i comportamenti quotidiani non perfettamente mainstream (e lucrativi) vengano visti con sospetto o posti sotto l'osservazione occhiuta delle autorità.

L'area del non-normato e l'area del non-perseguito (benché formalmente perseguibile) sono spazi di libertà in cui si allentano i conflitti tra struttura e individuo, si individuano soluzioni diverse dallo standard e si lasciano semplicemente respirare e interagire le persone. Non a caso il paradigma di una società totalmente oppressiva è quello tratteggiato dal motto tutto ciò che non è permesso è vietato; al quale aggiungerei per completezza e tutte le norme emesse vengono applicate. Qui e ora, tra uso propagandistico della norma e sincero delirio law & order, stiamo subendo un'ipernormazione pericolosa e volta a intimidire – non a caso, e contestualmente a ciò di cui stiamo parlando, da oggi il semplice esistere come individuo privo di permesso di soggiorno sul territorio nazionale configura un reato, un reato compiuto essendo ciò che si è, prescindendo dalle azioni.

Il fanatismo normativo, inoltre, non è che la torsione a 360 gradi del più scoperto arbitrio: ci sono talmente tante norme che mai sarai in regola – quindi non ho che da scegliere con quale pretesto colpirti. Partecipi a una critical mass? Bene, dì addio alla patente – e questo è solo un esempio; nel momento poi in cui una parte (minoritaria) di chi usa la bicicletta riconosce e rivendica questa pratica anche come atto politico, il potere minaccia la sanzione economica o con risvolti economici nei confronti di chi va in bici esattamente come si va in bici (ovvero rispettando norme di buonsenso e non norme per automobili).

O nel collassante mainstream fino al collo, o spinti ai margini della società; minestra o finestra è il messaggio di una massa travolgente di provvedimenti legislativi europei o nazionali – ed è invece proprio in mezzo ai pendolari tra queste due dimensioni che dobbiamo costruire la massa critica per la tutela dell'agibilità esistenziale del territorio, o, per dirlo diversamente, la resistenza all'oppressione e alla persuasione.

Wolf Bukowski, 7 luglio 2009

Questione di proporzioni?

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Sì che sono lontani, sì che noi abbiamo da pensare al giOTTO e al padrone di casa, ma noto un silenzio assordante dei blogger riguardo a ciò che sta succedendo in Cina.

Questa minoranza musulmana è scesa in piazza per protestare dopo l'assassinio del 26 giugno di due operai di una fabbrica di giocattoli a Canton accusati di aver violentato una giovane.
In un giorno la polizia ne ha uccisi 156 e arrestati 1500.
Dite che è solo questione di proporzioni?

La colazione dei campioni

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Ci siamo quasi. Tutto è ormai pronto. Mr. B. qualche giorno fa ha messo alla prova i suoi poteri occulti scatenando un terremoto quasi potente come quello che ha distrutto la cittadina abruzzese. Solo che l'epicentro era a un chilometro dalla caserma della G.d.F. che ospiterà gli 8 big. Ma era solo una prova.
Per curiosità ho letto il programma del vertice che si svolgerà dall'8 al 10 luglio.
Lo trovate qui.

La prima cosa che balza all'occhio è la colazione di lavoro che si svolgerà il primo giorno dalle 13 alle 15.
Belin che colazione!! Fanno le ore piccole i mitici 8! E poi in due ore di colazione quanto cibo puoi ingurgitare? Ma forse tutto si spiega leggendo le parole magiche in parentesi che specificano "economia mondiale". Tra un cappuccino, una birra, una brioche e del cinghiale locale, i capi di stato parleranno di economia mondiale. Ok. Spero solo che il traduttore che seguirà Mr. B. non traduca davvero tutto quello che lui dice.
Segue alle 15.30 una sessione di lavoro, tra virgolette, di un paio d'ore. L'oggetto della conferenza sono i temi globali. Globali. Riguardano tutti, tutto il mondo. Due ore direi che possono bastare. Lo stesso tempo dedicato alla colazione.
Poi ci sarà un'eventuale conferenza stampa. Vediamo. Si farà solo se i capetti non saranno troppo stanchi dopo una giornata così stressante.
Ma finalmente la sera si avvicina e arriva l'ora del pranzo di lavoro. Ahahhahh!! Mi viene da ridere!! Pranzo di lavoro! Sì ma non si scherza qui. Si parlerà di temi politici internazionali. Mica cazzi!
Cosa dirà il nostro Presidente? E' a conoscenza di ciò che accade nel resto del mondo e non solo nei paradisi fiscali? Noi già partiamo male con tutte le figuracce accumulate in questi anni.
Il resto del programma leggetevelo voi se ne avete voglia.
Tanto c'è poco da sapere. Ci saranno banchetti, formalità, strette di mano, sorrisi, fotografie, poche parole e all'esterno scontri, pestaggi, arresti. Gli arresti, tra le altre cose, ci sono già stati oggi, ancor prima dell'apertura delle danze.
Tutto è sotto controllo. Un aereo senza pilota sorvolerà il cielo per fotografare la città. Gli aerei della marina militare sono già pronti a intervenire in caso di necessità. L'autostrada è super controllata e cecchini saranno appostati sui tetti. E addirittura i desueti carabinieri a cavallo pattuglieranno le alture circostanti.

L'Aquila, città distrutta dentro e fuori non trarrà alcun beneficio da questo summit, la gente rimarrà nelle proprie tende, come sempre, a soffrire il caldo tropicale, a subire il controllo ferreo delle forze dell'ordine e continuerà a sperare in un ritorno nelle proprie case.

Confidiamo in un terremoto chirurgico: Viale Delle Fiamme Gialle, 67100 Coppito (AQ)‎.

La ruota di scorta

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Bellissima sta storia del neo-scapolo Berlusconi, in difficoltà ad accogliere le altre mogli dei G8 senza la propria first lady al suo fianco, che decide di ripiegare sulla fedelissima Mara.

Il Telegraph si diverte con noi poveri deficienti italiani, affermando che così facendo il nostro presdelcons ha trovato una soluzione all'altezza della sua reputazione.
Il quotidiano inglese continua osservando, con un po' di ingenuità, che l'ex-topless girl sarà coadiuvata nelle sue mansioni da receptionist da un'altra giovane e ATTRAENTE ministra.
La Gelmini.
Ah, lo humor inglese!

grazie Favollo!

lunedì 6 luglio 2009

Colpevoli e condannati

LUCA POLLASTRI
1970

MONICA SEGATTO
1964

ENZO PONTANI
1965

PAOLO FORLANI
1961

Sembra incredibile.
Il pm aveva chiesto 3 anni e 8 mesi (il massimo per il reato di omicidio colposo è 5 anni) e il giudice li ha condannati a 3 anni e 6 mesi.