mercoledì 11 novembre 2009

La droga continua ad uccidere

Morire in carcere, a 32 anni. E a sole 20 ore di distanza dal ritorno in cella, per aver contravvenuto all'obbligo degli arresti domiciliari. E' accaduto a Parma. La vittima è Giuseppe Saladino, che risiedeva in via Einstein. Era stato condannato per avere rubato soldi dai parchimetri di via Pertini. Poi gli erano stati concessi i domiciliari, ma era appunto stato scoperto mentre violava questo obbligo. A 20 ore dal nuovo arresto, durante la notte, un malore in carcere, e poi la morte. Ora è stata effettuata l'autopsia, e la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. L'ipotesi è quella di omicidio colposo.
«Voglio giustizia, mi devono dire cosa è successo – ripete la madre – Era stato condannato per un piccolo furto: mio figlio non aveva mai commesso reati gravi come rapine o spaccio. Era un ladro di polli e ora me l’hanno ammazzato». «Nel verbale che mi ha rilasciato la polizia, che è venuta a perquisire la casa il giorno dopo la morte di Giuseppe, c'è scritto: a seguito dell’avvenuto decesso per assunzione di stupefacenti. Ma come fanno a dirlo? E se fosse così, e non è così, perchè non lo hanno curato prima di metterlo in cella?».

fonte

martedì 10 novembre 2009

Padroni di casa

DOMENICA, 08 NOVEMBRE 2009


Maria Teresa Verda insegnerà "Cultura ed economia nel ponente ligure"

L´importanza di chiamarsi Scajola moglie e fratello docenti a contratto

Perplessità negli ambienti dell´Ateneo, ma il preside di Economia respinge le illazioni: entrambi hanno esperienze e competenze rilevanti

Nonostante il calo di studenti dell´Ateneo e il clima d´incertezza sui poli distaccati, anche quest´anno la sede imperiese di Economia ritroverà come professore a contratto Maria Teresa Verda, insegnante di Storia dell´arte al Liceo d´Arte Sperimentale di Oneglia e moglie del ministro Claudio Scajola. L´ex preside Paola Massa (moglie di Vito Piergiovanni, l´ex preside di Giurisprudenza che nel 2001 laureò lo "studente - onorevole" Claudio Scajola), ordinario di Storia Economica l´ha infatti riproposta per le 12 ore di "Cultura ed economia nel ponente ligure". All´interno della Facoltà qualche docente storce il naso, ma l´anonimato è d´obbligo. Perplessità e opportunità riguardano specializzazione e parentele della Verda. Senza contare che un altro familiare è docente a contratto. È Maurizio Scajola, uno dei fratelli del ministro, che a Savona, da diversi anni, insegna "Strategie di coordinamento nella politica per il turismo" voluto da un altro ordinario della facoltà, Amedeo Amato (Fondazione Gaslini ed ex Carige). Il preside di Economia Pier Maria Ferrando respinge le illazioni: «La professoressa Verda ha sviluppato conoscenze relative agli insediamenti legati al turismo straniero nel ponente ligure che hanno giocato un ruolo significativo nello sviluppo economico e territoriale di quell´area. Il dottor Scajola è stato Direttore del Turismo in Regione e segretario generale della Camera di Commercio di Savona, esperienze e competenze rilevanti. I compensi previsti sono di 600 euro totali ma agli esperti chiediamo di collaborare a titolo gratuito».

Fonte Marco Preve

lunedì 9 novembre 2009

Underground Life - Uccidiamo il lavoro di massa

venerdì 6 novembre 2009

Nuove carceri?

Le carceri scoppiano e Angelino vuole riaprire il carcere di massima sicurezza di Pianosa.
A dargli manforte ci pensa il baffetto milanista messo a capo dell'Interno: "Non solo riaprire il carcere di sicurezza di Pianosa, stiamo discutendo anche di riaprire il carcere dell’Asinara. L’Italia ha molte di queste strutture ed è un peccato lasciarle là: bisogna riaprirle e metterci dentro i mafiosi cattivi. Il termine stesso isolare significa mettere qualcuno su un’isola. e l’Italia ha molte strutture di questo tipo".
La serietà dei nostri governanti si rispecchia pienamente nei loro provvedimenti: un bambino di 6 anni sarebbe molto più coscienzioso e responsabile.

La cosa più disgustosa è che la prima preoccupazione e le prime reazioni arrivate (principalmente quelle di Altero e della Stefi) non hanno riguardato le condizioni indegne nelle quali sono costretti a vivere i detenuti nelle carceri italiane (dove attualmente sono stipate oltre 60000 persone, a fronte di una capienza massima di circa 40000 posti). La sciccosa Prestigiacomo era infatti turbata dal fatto che quegli zozzoni degli ergastolani avrebbero deturpato quei paradisi naturali che ospitano le carceri di massima sicurezza (tra l'altro pare che l'abbiano già rincuorata). Per quanto questi intenti possano sembrare encomiabili, a mio avviso passano in secondo (ma anche terzo o quarto) piano rispetto ai diritti fondamentali di un individuo, che vengono sospesi non appena si varca la soglia di un carcere.
Eppure già nei giorni scorsi, da varie parti della società civile e non, erano giunti anatemi contro la suicida Blefari, disprezzata e ingiurata anche da morta.
Sarà che sto male solo al pensiero di dover passare mesi, anni o una vita intera dentro una cella, dentro un edificio, dentro muri, ma proprio non riesco a ignorare la totale inumanità dell'istituzione carceraria.

Queste sono immagini provenienti dal carcere dell'Asinara dopo la chiusura avvenuta nel 1998.
Direi che parlano da sole.

mercoledì 4 novembre 2009

Ricapitoliamo

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- La UE decide di togliere i crocifissi dai luoghi pubblici in segno di laicismo.
Il sindaco di Sanremo (che i sanremesi si meritano tutto) invita tutti gli istituti scolastici del comprensiorio ad apporre il crocifisso laddove non ci fosse. Ha intenzione di metterne uno anche all'ingresso del comune. "Non è un obbligo" ha detto "è una forte idea di libertà". Ah, ecco.
La Padania invece decide di aprire con il solito titolo sobrio, accompagnato da un'immagine che è un mix letale di stereotipi, malafede e ignoranza. Andatevi a vedere la prima pagina da soli, che io quella robaccia non la voglio sul mio blog.

- La crisi incalza, i disoccupati aumentano, malessere sociale alle stelle.
Nema problema, ci pensa lo stato: via libera a lotterie, concorsi, gratta e vinci, che promettono posti di lavoro e rendite mensili ventennali.
Manco Wanna Marchi aveva osato tanto.

- Buon ultimo il sempre stupefacente Carletto Giovanardi. Il paladino della Cristoterapia©, ebbro di compassione cattolica, ha infatti dichiarato che "a uccidere Stefano Cucchi è stata la droga".
Tralascio poi qualunque commento sulla sua brillante idea di sottoporre i parlamentari a un test antidroga VOLONTARIO. Se volete sdrammatizzare andatevi a leggere cosa ne pensa il buon vecchio Prefe.

E' tutto.
Adesso posso tornare alla mia droga, ai miei gratta e vinci, e al mio magnifico crocifisso.

lunedì 2 novembre 2009

Pregasi di hackerare urgentemente questo sito

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Faccio appello alla coscienza delle volenterose forze del bene internettiane affinchè oscurino immediatamente questa pagina che dimostrerebbe l'esistenza di una filiazione italiana del Klu Klux Klan.
...che noi in Italia ci abbiamo già la Lega, ci abbiamo.

giovedì 29 ottobre 2009

Fermiamo l'invasione!

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Lega Razionalisti O Negatori di Dio

dati: dossier Caritas sull'immigrazione 2009

mercoledì 28 ottobre 2009

Nei secoli infedeli


Continuano le fantastiche avventure delle nostre meravigliose forze dell'ordine. Ancora una volta in carcere, ancora una volta una giovane vita spezzata, ancora una volta per reprimere le cattive abitudini di un cittadino, ancora una volta nel silenzio assoluto dei media nazionali.

Stefano, 31 anni, tossicodipendente, era stato arrestato in strada da alcuni carabinieri della Stazione Appia la sera di giovedì 15 ottobre attorno alle undici e mezzo. Aveva addosso una ventina di grammi di droga tra cocaina, marijuana e pastiglie di ecstasy. La mattina successiva, dopo la notte nella camera di sicurezza di una caserma dell’Arma, era stato portato a piazzale Clodio: processo per direttissima.
Il magistrato che ha processato Cucchi, tuttavia, deve aver notato qualcosa. Ha chiesto che l’imputato venisse visitato. Uno dei medici del Tribunale ha stilato una prognosi di venticinque giorni, senza avvertire nulla, evidentemente, che ne mettesse in pericolo la vita.
Il giudice, la mattina del 16 ottobre, un venerdì, ha convalidato il fermo. Attorno all’una i carabinieri hanno consegnato Cucchi alla Polizia Penitenziaria e l’uomo è stato portato in carcere a Regina Coeli. Ma la situazione è precipitata. È accaduto qualcosa in cella? Impossibile dirlo, per ora. «Il sabato sera (il 17 ottobre, ndr) racconta il geometra Cucchi ci hanno avvertito che Stefano era al pronto soccorso per un malore. Abbiamo scoperto che stava in ospedale al Pertini. Abbiamo chiesto di vederlo. Ma ci hanno detto che, trattandosi di un detenuto, serviva il permesso, essendo ricoverato in un reparto speciale. Siano tornati il lunedì: niente. Mercoledì ventuno ottobre è arrivata l’autorizzazione del Tribunale. Ma il giovedì (22 ottobre, ndr) è venuto a casa un carabiniere a dirci che era morto. Ora pretendiamo di sapere perchè».

da Il messaggero

Intanto dall'altra parte, senza che nessuno faccia troppo clamore, pare che i patrioti dell'arma non si siano fatti troppi scrupoli a ricattare, rubare, maneggiare cocaina come dei piccoli escobar (salvo poi raccontare la favola del "la gettavamo nel water").
Vogliamo veramente stupirci per l'esistenza delle trattative tra stato e mafia?

martedì 27 ottobre 2009

Coincidenza

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lunedì 26 ottobre 2009

Immagini shock da via Gradoli (remake)

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Ecco svelati i misteri italiani: Il viados è il nipote del carceriere di Aldo Moro e Marrazzo, scoperto il segreto della pettinatura di Dozier ha pensato bene di andare ad un incontro galante travestito da Calvi. Nel frattempo Fioravanti, sorpreso da Valpreda con il suo tutù, ha telefonato ad Alberto Stasi, che in quel momento era al bar con Ghedè e la Franzoni, accompagnati da Sindona, in visita a Ciancimino dopo aver preso l'Italicus, nel culo, ovviamente.

un commento de Il Grande Favollo